Il rapporto del Comitato consultivo internazionale sulle indagini relative ai violenti scontri avvenuti durante le manifestazioni di Maidan è stato pubblicato e presentato oggi a Kiev (consultare anche la versione ucraina del rapporto).
Il Comitato consultivo è stato istituito dal Segretario generale del Consiglio d’Europa per assicurare che le indagini sui violenti scontri avvenuti durante le manifestazioni di Maidan dal 30 novembre 2013 al 21 febbraio 2014 rispettassero tutti i requisiti della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la giurisprudenza della Corte europea.
Il Comitato ha riscontrato che, in molti casi, le indagini non hanno rispettato i requisiti della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Nei tre mesi di manifestazioni precedenti al 22 febbraio 2014, “non c’è stato alcun tentativo concreto di condurre indagini”. Questo, ha riscontrato il Comitato, “significa inevitabilmente che le indagini non sono state avviate tempestivamente e ciò, in sé, ha rappresentato un problema sostanziale per le indagini condotte successivamente”.
Il Comitato riconosce che dopo il 22 febbraio 2014 le indagini hanno riscontrato gravi difficoltà che, tuttavia, “non possono giustificare le mancanze che non derivano inevitabilmente da tali difficoltà”. Le autorità in carica avevano e hanno chiaramente l’obbligo di prendere tutte le misure ragionevoli per garantire che le indagini rispettino l’Articolo 2 (Diritto alla vita) e l’Articolo 3 (Divieto della tortura) della Convenzione. (segue...)
Consultare anche:
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Incontro con la stampa: discorso di Sir Nicolas Bratza
Reazione del Segretario generale al rapporto del Comitato consultivo internazionale
Videocomunicato 31 marzo 2015




