Indietro Comitato anti-tortura: la Bulgaria deve porre rimedio alla violenza tra i detenuti, ai problemi sanitari, alle cattive condizioni materiali e alla carenza di personale

Comitato anti-tortura: la Bulgaria deve porre rimedio alla violenza tra i detenuti, ai problemi sanitari, alle cattive condizioni materiali e alla carenza di personale

Nel nuovo rapporto sulla sua visita in Bulgaria a ottobre 2021, il Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) del Consiglio d’Europa ha accolto con favore la rarità di casi di maltrattamento da parte del personale, la riduzione della popolazione carceraria e alcuni miglioramenti nelle condizioni di vita. Tuttavia, esprime rammarico per l’assenza di progressi nell’applicazione di tutele contro il maltrattamento durante i fermi di polizia, la violenza tra i detenuti, una grave carenza di personale e problemi con la fornitura di medicinali (vedere anche il riepilogo in Inglese e Bulgaro).

In relazione alle persone in stato di arresto di polizia, la stragrande maggioranza di quelle interpellate ha dichiarato di aver ricevuto un trattamento consono da parte della polizia, sebbene la delegazione abbia ancora ricevuto accuse di maltrattamento fisico (soprattutto a Sofia). Le condizioni materiali potrebbero essere considerate accettabili per la detenzione di un massimo di 24 ore, ma sono risultate insoddisfacenti per periodi più lunghi. Il CPT esprime grande rammarico per l’assenza di reali progressi nell’applicazione di tutele fondamentali contro il maltrattamento, in particolare il diritto di comunicare la detenzione di una persona a una terza parte, il diritto di accesso a un avvocato e a un medico e il diritto a essere informati di tali diritti. Queste tutele non sono praticamente mai applicate nel periodo iniziale di fermo di polizia di 24 ore.

Quanto alle carceri, il Comitato sottolinea come sviluppo positivo il fatto che, dalla visita periodica del 2017, la popolazione carceraria in Bulgaria è ulteriormente diminuita e la norma legale nazionale di 4 m2 per detenuto è stata globalmente rispettata negli istituti visitati (ad eccezione del carcere di Plovdiv). Inoltre, il Comitato non ha praticamente raccolto accuse credibili di maltrattamento fisico dei detenuti da parte del personale (ad eccezione di Plovdiv). Tuttavia, la violenza tra i detenuti rimane un problema e la carenza di personale penitenziario non fa che aumentare il rischio.

Nella loro risposta (in Inglese e Bulgaro), le autorità bulgare hanno presentato le misure prese o concepite per attuare le raccomandazioni formulate dal Comitato nel rapporto. Il rapporto del CPT e la risposta delle autorità bulgare sono stati pubblicati su richiesta del governo bulgaro.


 Comunicato stampa
Comitato anti-tortura: la Bulgaria deve porre rimedio alla violenza tra i detenuti, ai problemi sanitari, alle cattive condizioni materiali e alla carenza di personale
 


 Il CPT e la Bulgaria

Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) Strasburgo 18 ottobre 2022
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