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Segretario generale: accettare le conclusioni della Commissione anti-corruzione

SESSIONE DELL'ASSEMBLEA PARLAMENTARE Strasburgo 26 giugno 2018
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Segretario generale: accettare le conclusioni della Commissione anti-corruzione

In risposta a una serie di interrogazioni da parte dei membri dell’Assemblea parlamentare su un incontro tenuto con un ex Ambasciatore dell’Azerbaigian, il Segretario generale Thorbjørn Jagland ha invitato l’Assemblea a smettere di fare teatro politico con le conclusioni della sua stessa Commissione anti-corruzione, che ha pubblicato il suo rapporto all’inizio di quest’anno. Jagland ha affermato che è giunto il momento di rispettare la Commissione che ha stilato il rapporto contente tutte le informazioni rilevanti in merito al suo incontro con l’Ambasciatore, che aveva denunciato una corruzione diffusa in Azerbaigian.

Diverse interrogazioni hanno inoltre riguardato il recente incontro di Jagland con il Presidente Putin a Mosca. A Jagland è stato chiesto se avesse sollevato la questione dei prigionieri politici ucraini detenuti dalla Russia. Il Segretario generale ha affermato di aver discusso il caso di Oleg Senstov e ha dichiarato che eserciterebbe il suo diritto di chiedere al Presidente Putin la grazia per Senstov. In relazione ai prigionieri politici, Jagland ha affermato che il mediatore russo si trova a Kiev per dibattere su questo tema e che uno scambio di prigionieri sarebbe un modo efficace per ridurre le tensioni tra i due paesi.

All’interrogazione sul continuo mancato pagamento da parte della Russia dei suoi contributi al bilancio, il Segretario generale ha risposto dichiarando di essersi sentito in dovere di spiegare alle più alte autorità russe le conseguenze del continuo mancato pagamento. Ha affermato che la soluzione allo stallo deve basarsi su valori e norme e sull’accettazione che tutti gli Stati e i parlamenti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. In risposta a un’ulteriore interrogazione in materia, Jagland ha dichiarato che occorre maggiore unità in Europa e che un buon modo per raggiungerla è attraverso uno spazio giuridico comune.

In risposta all’interrogazione sul recente incontro con il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel contesto della crisi politica sui rifugiati e sui migranti, Jagland ha affermato che la Commissione europea si è impegnata totalmente a rispettare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Ha aggiunto che, in un’iniziativa separata, il Presidente Juncker sta intraprendendo azioni per rinvigorire il processo dell’Unione europea per aderire alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

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