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CPT sulla Grecia: occorre riformare urgentemente il sistema penitenziario e porre fine alle violenze da parte delle forze dell’ordine

Comitato anti-tortura (CPT) Strasburgo 9 aprile 2020
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CPT sulla Grecia: occorre riformare urgentemente il sistema penitenziario e porre fine alle violenze da parte delle forze dell’ordine

A seguito di una visita effettuata negli istituti penitenziari greci l’anno scorso, il Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) raccomanda alle autorità del Paese di porre rimedio ai problemi strutturali che hanno provocato in particolare il persistere dei casi di maltrattamenti di detenuti, il sovraffollamento delle carceri e la carenza di personale penitenziario.

Il rapporto (disponibile unicamente in inglese), pubblicato in data odierna insieme alla risposta delle autorità greche, nota con favore certe misure positive adottate dopo la visita precedente del CPT in Grecia nel 2015. Segnala ad esempio gli incontri e gli scambi più sereni e informali tra i detenuti e le loro famiglie o i loro figli presso il carcere maschile di Korydallos. (vedi sintesi in inglese e in greco).

Si constata tuttavia che sono ancora troppo numerosi i problemi strutturali fondamentali. Nell’analizzare la situazione delle persone arrestate dalla polizia ellenica, il rapporto conclude che i maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine “restano una pratica corrente in tutto il paese”. Inoltre, l’attuale sistema di indagine sulle denunce di presunti maltrattamenti si rivela inadeguato. Il CPT invita le autorità greche ad accertarsi che tutti gli agenti di polizia del paese comprendano chiaramente che qualsiasi forma di maltrattamento nei confronti delle persone arrestate è un reato e sarà debitamente punita.

Per quanto concerne le carceri, si rileva che le condizioni di troppi detenuti continuano ad essere un “affronto alla dignità umana”. Occorrono misure urgenti per ridurre il sovraffollamento nel carcere maschile di Korydallos e nell’istituto penitenziario di Tessalonica, che funzionano entrambi a oltre il 140 % della loro capacità ufficiale.

Le pessime condizioni detentive materiali sono aggravate dal sovraffollamento nella maggior parte dei reparti del carcere maschile di Korydallos: il CPT ha constatato che sette persone occupavano una cella di 9,5m2, contenente materassi e coperte sudici e infestati da cimici, con macchie di muffa sulle pareti e i soffitti. Le condizioni in certe sezioni del carcere maschile di Korydallos e nell’unità disciplinare non sorvegliata del carcere di Nigrita erano talmente cattive, da potere essere “facilmente considerate come trattamenti inumani e degradanti”, secondo il parere del Comitato.

Il CPT invita le autorità greche a diminuire il tasso di occupazione delle carceri, in modo da garantire che ciascun detenuto possa disporre di almeno 4m2 di spazio vitale, oltre al bagno, e di un letto. Nessun detenuto dovrebbe essere costretto a dormire su un materasso per terra. I detenuti devono inoltre avere regolarmente accesso all’acqua calda e a prodotti per l’igiene personale in quantità sufficiente.

Il rapporto pone ugualmente in risalto il fatto che i detenuti stessi, e non il personale penitenziario, controllano le varie sezioni del carcere e che negli istituti penitenziari visitati si sono registrati crescenti fenomeni di intimidazioni e violenze tra detenuti. Numerosi incidenti violenti non vengono nemmeno segnalati o sono perfino ignorati.

In modo generale, il CPT raccomanda l’adozione di misure più incisive, invitando in particolare il governo greco a elaborare un secondo piano strategico più dettagliato per il sistema penitenziario, per gli anni 2021- 2025. “Un radicale rinnovamento del sistema carcerario deve essere una priorità del Governo greco e del Parlamento ellenico, come pure del potere giudiziario nel suo insieme”, sostiene il rapporto.


Comunicato stampa
Grecia: occorre un’urgente riforma penitenziaria e l’eliminazione dei maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine, dichiara il CPT


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