
“In Ungheria, le importanti modiche legislative sono state adottate in seguito ad una minima consultazione pubblica e senza una sufficiente considerazione dei principi fondamentali dei diritti umani. Le recenti decisioni che colpiscono l'indipendenza della magistratura, nonché la libertà di espressione e di religione, sollevano serie preoccupazioni”, ha dichiarato il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, pubblicando oggi una lettera indirizzata al Ministro ungherese degli Affari esteri riguardo alla nuova legge sul diritto alla libertà di coscienza e di religione, la quale priva numerose confessioni religiose del loro status di Chiesa (segue...)
Anche il Segretario generale Jagland si è espresso sulle modifiche legislative e costituzionali adottate in Ungheria, e in una lettera al Ministro degli Affari esteri ungherese, János Martonyi, ha sottolineato che l’impegno assunto dal paese al momento dell’adesione al Consiglio d’Europa non implica unicamente il rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto, nel processo legislativo e nei suoi esiti, ma anche il rispetto dei principi fondamentali della democrazia, un adeguato sistema di “pesi e contrappesi” garantito dal buon funzionamento delle istituzioni indipendenti. Il Segretario generale ha inoltre suggerito che i diversi testi legislativi adottati recentemente al fine di attuare la nuova Costituzione siano esaminati minuziosamente dagli esperti competenti del Consiglio d’Europa, ovvero dalla Commissione di Venezia.
L'Ungheria e il Consiglio d'Europa