CPT annual report

Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti
10/11/2011
Photo Gamma
Photo Gamma

Strasburgo, 10.10.2011 – Nel suo rapporto annuale, pubblicato in data odierna, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) sollecita gli Stati a ridurre al minimo il ricorso all’isolamento dei detenuti. Tale misura deve essere utilizzata unicamente in circostanze eccezionali, e per il più breve tempo possibile.

“L’isolamento può avere effetti estremamente dannosi per la salute psichica, somatica e per il benessere sociale dei detenuti, e tali effetti possono aumentare proporzionalmente al prolungamento della misura e alla sua durata indeterminata. Un indicatore è rappresentato dal fatto che il tasso dei suicidi dei detenuti sottoposti a tale regime è più elevato rispetto a quello riscontrato nel resto della popolazione carceraria. Tale pratica solleva serie questioni per quanto riguarda il divieto della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti”, ha dichiarato LÉ™tif Hüseynov, Presidente del CPT.


Nel suo rapporto, il CPT esorta altresì gli Stati affinché garantiscano il diritto di accesso ad un legale sin dall’inizio della privazione della libertà, indipendentemente dalla categoria di reato previsto. Il CPT riconosce che in casi eccezionali possa essere necessario ritardare per un certo periodo l’accesso di una persona detenuta all’avvocato di sua scelta, ma sottolinea che ciò non dovrebbe avere quale conseguenza il rifiuto totale del diritto di accesso ad un legale; in tali casi è opportuno procedere alla nomina di un avvocato sostitutivo.(segue...)

 

Comunicato stampa