
Mosca, 11 aprile 2013 – “Le autorità russe hanno iniziato a ovviare a una serie di limiti strutturali del sistema giudiziario individuati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Tuttavia, molto resta ancora da fare per garantire l’accesso alla giustizia, porre rimedio alle gravi violazioni dei diritti umani e prevenire il flusso di ricorsi ripetitivi dinanzi alla Corte”, ha affermato il Commissario per i diritti umani, Nils Muižnieks, al termine della sua visita di dieci giorni in Russia.
“Il fatto che le autorità abbiano introdotto delle misure cautelari non detentive è positivo. Esiste inoltre ora la possibilità di risarcire le persone detenute in cattive condizioni. Le autorità hanno altresì compiuto sforzi per migliorare le condizioni materiali di detenzione”, ha dichiarato il Commissario Muižnieks con riferimento alla risposta delle autorità russe alle sentenze pronunciate dalla Corte con cui sono state accertate violazioni dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (divieto della tortura e di trattamenti inumani o degradanti) riguardo alla carcerazione preventiva. “L’assistenza sanitaria nel sistema penitenziario e di detenzione è un’altra questione di lunga data preoccupante che ha portato la Corte a riscontrare una violazione di quest’articolo.
Il Commissario accoglie con favore la decisione delle autorità russe di pubblicare il rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) sulla sua visita del 2011 nel Caucaso settentrionale. Ha inoltre sollecitato la pubblicazione di tutti i rapporti del CPT sulla Russia, compreso il rapporto della visita effettuata nel 2012 “in quanto permetterebbe di rimediare a eventuali carenze nel trattamento dei detenuti”. (segue...)
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