
Strasburgo, 24.04.2012 – In una risoluzione adottata oggi, l’APCE ha invitato i paesi in transizione democratica della sponda Sud del Mediterraneo, ad avviare riforme “per migliorare lo status della donna ed eliminare ogni forma di discriminazione nei suoi riguardi”, nonché a promuovere la rappresentanza femminile negli organi pubblici eletti. Secondo l'Assemblea, questi paesi dovrebbero altresì rendere la legislazione in materia di status personale e diritto della famiglia conforme alle norme internazionali relative ai diritti umani, ed introdurre un quadro giuridico atto a prevenire e perseguire ogni forma di violenza sulle donne.
Como proposto dalla relatrice sulla questione, Fatiha Saïdi (Belgio, SOC), l’APCE ha inoltre invitato i paesi della regione “a considerare le prospettive di dialogo parlamentare offerte dallo status di partner per la democrazia”, dato che il Parlamento del Marocco è stato il primo ad ottenere tale status nel giugno 2011.
Infine, l'Assemblea ha accolto con favore le iniziative intraprese dal Segretario generale e da altri organi del Consiglio dell'Europa, per avviare un dialogo più stretto con i paesi della regione, in particolare con il Marocco e la Tunisia. L’APCE ha esortato il Comitato dei Ministri a continuare su questa linea di azione tramite il dialogo politico e piani d'azione specifici per ogni paese – elaborati in consultazione con le autorità dei paesi interessati – assicurando al contempo che l’uguaglianza di genere ed il miglioramento della condizione della donna restino delle priorità.