Hague statement Bosnia

Presidente del Comitato dei Ministri
24/04/2012
Dichiarazione del Presidente del Comitato dei Ministri sulla causa Sejdic e Finci
William Hague

Strasburgo, 25 aprile 2012 – Il Presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, nonché Ministro britannico degli Affari esteri, William Hague, ha oggi rilasciato la seguente dichiarazione:

"In quanto Stati membri del Consiglio d’Europa è nostro dovere assicurare che la Bosnia-Erzegovina applichi la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2009 relativa alla causa Sejdic e Finci c. Bosnia-Erzegovina. Come previsto dalla sentenza della Corte, la Bosnia-Erzegovina deve modificare la propria Costituzione in modo che a nessun individuo venga preclusa la possibilità di candidarsi a funzioni politiche sulla base della propria nazionalità o etnia.

Mi rammarico del fatto che la Commissione ad interim mista del Parlamento della Bosnia-Erzegovina non abbia ancora compiuto dei veri passi in avanti verso la piena applicazione di tale sentenza. Come ha chiarito il Consiglio europeo lo scorso mese di marzo, finché non si vedranno degli sforzi concreti da parte del Paese, l’Unione europea non potrà permettere l'entrata in vigore del suo Accordo di stabilizzazione e associazione con la Bosnia-Erzegovina.

Spero pertanto di assistere a sviluppi significativi e tangibili verso la piena applicazione della sentenza entro il mese di giugno, data della prossima riunione del Comitato dei Ministri relativa alla supervisione dell'esecuzione delle sentenze della Corte. Esorto i responsabili politici della Bosnia-Erzegovina ad impegnarsi con determinazione per portare il dibattito di lunga data su tale questione ad una conclusione che sia in linea con la sentenza della Commissione europea dei diritti dell’uomo. 

Sono consapevole che giungere ad un accordo su una riforma costituzionale non è compito semplice in nessun paese, a maggior ragione in Bosnia-Erzegovina. Occorre inoltre riconoscere che questo particolare problema deriva dalla Costituzione nata dall’Accordo di pace di Dayton. Ciononostante, la Bosnia-Erzegovina non è il primo Stato a cui è stata richiesta una modifica della Costituzione per renderla conforme alle norme europee, ed esorto i suoi leader ad agire senza indugio, così che il Paese non resti indietro, rispetto ai suoi vicini, nella strada verso l’adesione all’Unione europea.  

Maggiori informazioni sulla causa Sejdic e Finci c. Bosnia-Erzegovina

La Bosnia-Erzegovina e il Consiglio d'Europa