
Strasburgo, 27 settembre 2012 - Un Colloquio organizzato dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati e dal Consiglio d’Europa - interamente aperto alla stampa - ha valutato in che modo l’Europa protegge e garantisce il diritto al lavoro per i rifugiati.
I partecipanti riuniti il 27 settembre presso il Consiglio d’Europa, tra cui numerosi esperti e tre rifugiati che vivono e lavorano in Europa, hanno fatto il punto sul modo in cui i rifugiati accedono al mercato del lavoro nell’Europa di oggi.
L’incontro è stato aperto da Gabriella Battaini Dragoni, Vice Segretario generale del Consiglio d’Europa, e da Daniel Endres, Direttore dell'Ufficio europeo dell'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati (UNHCR).
In un contesto economico particolarmente arduo, i bilanci per i programmi di integrazione e occupazione sono minacciati: l’incontro ha rivelato in che modo i paesi gestiscono, in questo momento difficile, l’obbligo di assicurare il diritto di lavoro ai rifugiati riconosciuti legalmente, come quelli che vivono in Europa.
Recenti statistiche rese note durante la riunione hanno altresì permesso di farsi un’idea relativamente al numero di rifugiati presenti nei diversi paesi ospitanti. Le statistiche riguardano gli ultimi 10 anni e indicano una stima del numero complessivo di rifugiati nel gennaio 2012.
Due rifugiati che vivono a Norimberga (Germania), e un rifugiato residente a Strasburgo (Francia), hanno condiviso con i partecipanti la loro esperienza, raccontando della ricerca di un impiego e dell'ntegrazione nella società.
Il Colloquio è stato organizzato, nell’ambito della Presidenza albanese del Comitato dei Ministri, dal Segretario generale della Carta sociale del Consiglio d’Europa in collaborazione con l’UNHCR.