
“L’Europa deve passare dalle parole agli atti e mostrarsi più determinata nel porre in essere le norme a difesa dei diritti umani”, ha dichiarato il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, presentando oggi l’ultimo rapporto annuale del suo mandato. Il Commissario pone in risalto alcuni settori in cui sarebbero necessarie misure politiche più incisive. Desta preoccupazione, ad esempio, il funzionamento del sistema giudiziario in numerosi Stati membri. “La corruzione, l’ingerenza del potere politico e la mancanza di risorse erodono l’indipendenza e la credibilità della giustizia. È essenziale rafforzare lo stato di diritto, per ritrovare fiducia nel sistema giudiziario”.
Il Commissario si rammarica inoltre delle crescenti pressioni sui media, che ne minacciano l’indipendenza e il pluralismo. Le persone disabili restano ancora largamente escluse dai principali settori della vita sociale, i rom continuano a vivere in condizioni deplorevoli e a essere messi al bando dalla società in numerosi paesi europei, e l’emarginazione e la stigmatizzazione hanno profonde ripercussioni sulla vita quotidiana delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) in alcuni paesi.
Il Commissario osserva che gli atteggiamenti nei confronti dei richiedenti asilo e degli immigrati sono progressivamente peggiorati e nonostante alcuni progressi realizzati in materia di sensibilizzazione e di tutela giuridica, la discriminazione nei confronti delle donne persiste nei settori dell’occupazione, dell’istruzione e della partecipazione alla vita politica. Il Commissario sottolinea infine che costituiscono una grave preoccupazione le condizioni di vita delle persone anziane.
Il mandato di sei anni del Commissario Hammarberg si concluderà il prossimo 31 marzo. Il neo eletto Commissario, Nils Muižnieks, entrerà in carica il 1° aprile. (segue...)
Video del discorso
Il lettone Nils Muižnieks eletto Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa