
Strasburgo, 26 gennaio 2012 - Il Presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato questo pomeriggio ai giornalisti che gli Stati europei devono assumersi la loro parte di responsabilità nella tutela dei diritti umani nell’intero continente. Alla conferenza stampa annuale della Corte, tenutasi oggi a Strasburgo, il Presidente Nicolas Bratza ha dichiarato quanto segue: “Sembra che nell’attuale clima economico, i diritti umani, lo stato di diritto e la giustizia perdano importanza all’interno dell’agenda politica. È proprio in questi tempi di incertezza che dobbiamo ricordare che i diritti umani non sono un lusso e che la loro tutela è responsabilità comune. È necessario garantire che la Corte continui a difendere con forza, coraggio ed indipendenza il rispetto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo”.
Il Presidente Bratza ha affermato che spetta agli Stati il compito di vegliare al funzionamento regolare della Corte. I 30 000 casi ripetitivi pendenti dinanzi alla CEDU rivelano un inadempimento nel porre rimedio ai problemi strutturali dei paesi interessati a livello nazionale nonché un inadempimento collettivo del processo di applicazione della Convenzione stessa, per la quale l’insieme dei 47 Stati è responsabile. Bratza ha inoltre sottolineato che la Corte non necessita unicamente di un sostegno finanziario, risulta altresì fondamentale che la sua indipendenza e la sua autorità non vengano ridotte e che le critiche eventualmente formulate dagli Stati, anche se legittime, si basino su argomenti motivati piuttosto che su emozioni ed esagerazioni.