Commissioner Ex Yu

Commissario per i diritti umani
03/11/2011
Thomas Hammarberg
Thomas Hammarberg

Le istituzioni europee hanno fallito nel proteggere la popolazione dell’ex Jugoslavia dalla pulizia etnica e da altre atrocità della guerra negli anni ‘90. Il ritorno alla normalità è stato lento e ancora permangono grandi ostacoli. Restano tuttavia motivi di speranza, ciò che offre all’Europa una seconda possibilità di proporre un sostegno costruttivo, ha affermato Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani, nel suo ultimo “Human Rights Comment”, pubblicato in data odierna.


I principali responsabili della regione hanno dato prova di autorità morale avviando un processo di riconciliazione e d’instaurazione della pace. La prossima tappa sarà l’organizzazione, la settimana prossima, di un incontro a Belgrado tra i Ministri di Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro e Serbia, per discutere di soluzioni a lungo termine per i rifugiati e gli sfollati interni.
 

La riunione che si terrà prossimamente a Belgrado si prepara da un anno e mezzo. I quattro governi hanno lavorato insieme all’elaborazione di un programma comune, che ha tra i suoi obiettivi principali quello di trovare soluzioni alternative di alloggio per le persone più vulnerabili e quelle che versano in condizioni di maggiore necessità. I governi hanno inoltre deciso di risolvere la questione dei documenti di stato civile per i rifugiati e gli sfollati interni, un problema grave per alcuni, in particolare per molti rom sfollati.

Queste misure hanno un costo, stimato a circa 500 milioni di euro su un periodo di 5 anni. Le istituzioni europee dovrebbero cogliere questa occasione per riparare i danni causati dalla guerra ed investire nella pace.  (segue...)

 

La Bosnia-Erzegovina e il Consiglio d'Europa

La Croazia e il Consiglio d'Europa

Il Montenegro e il Consiglio d'Europa

La Serbia e il Consiglio d'Europa