In quanto organo consultivo del Consiglio d’Europa in materia costituzionale, la
Commissione di Venezia pubblicherà un parere ufficiale nel mese di ottobre sui principi costituzionali e lo stato di diritto in Romania. Tale parere, in fase di elaborazione, è la replica alle richieste formulate lo scorso mese dal Primo Ministro della Romania e dal Segretario generale del Consiglio d’Europa.
A seguito degli ultimi sviluppi intervenuti questa settimana e delle denunce provenienti dalla Corte costituzionale romena circa i tentativi di intimidazione nei confronti dei giudici, anche tramite minacce di morte, il Presidente della Commissione di Venezia Gianni Buquicchio ha espresso il suo turbamento: “Mi sembra sorprendente, e persino scioccante, che per la seconda volta in un breve lasso di tempo la Corte costituzionale di uno Stato membro del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea si senta obbligata a fare appello alla Commissione di Venezia per proteggere la sua indipendenza”.
Le denunce sono state presentate nel momento in cui la Corte è stata chiamata ad esprimersi sulla validità o l’annullamento di un referendum riguardante la destituzione del Presidente. Il referendum, tenutosi il 29 luglio, non ha raggiunto il 50% di affluenza alle urne richiesto affinché fosse valido. Il governo contesta la validità delle liste elettorali utilizzate per calcolare l’affluenza. La Corte costituzionale ha dichiarato di aver bisogno di tempo, fino al 31 agosto, per verificare gli elenchi dei votanti.