
Strasburgo, 14.05.2013 – Le autorità della Bosnia-Erzegovina hanno adottato provvedimenti atti a combattere la tratta degli esseri umani, tra cui la nomina di un coordinatore nazionale e l’adozione di piani di azione nazionali. Tuttavia, secondo il rapporto pubblicato oggi dal Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta alla tratta degli esseri umani (GRETA), permangono sfide importanti.
Nel suo primo rapporto sulla Bosnia-Erzegovina, il GRETA esorta le autorità a garantire che la tratta degli esseri umani si configuri come reato in tutti i codici penali in vigore sul territorio del paese (per esempio: nella Republika Srpska, la Federazione di Bosnia-Erzegovina e il distretto di Brcko). Ad oggi, solo il codice penale statale definisce la tratta di esseri umani come un reato penale. È quindi unicamente a livello statale che i casi di tratta sono oggetto di un procedimento giudiziario. Il GRETA sollecita le autorità a garantire che i casi di tratta siano indagati e perseguiti in modo efficace, con sanzioni proporzionate e dissuasive. (segue...)
Si consulti anche: la Bosnia-Erzegovina e il Consiglio d'Europa