
A seguito delle recenti accuse di intercettazioni telefoniche (phone-hacking) contro giornalisti del Regno Unito, il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Spiare conversazioni telefoniche è un reato. In tempi di concorrenza accanita nel settore dei media, i giornalisti e i redattori devono agire in modo responsabile, autoregolamentarsi e rispettare il diritto dei cittadini alla privacy. Ha inoltre aggiunto che il governo deve portare avanti un’azione vigorosa per combattere e prevenire le violazioni di tale diritto fondamentale, proteggendo e rispettando al tempo stesso la libertà d’espressione.
“In quanto custode della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che sancisce il rispetto della persona relativamente alla sua vita privata, la sua famiglia, la sua casa e la sua corrispondenza, sono particolarmente preoccupato per tali accuse. Il Consiglio d’Europa lavorerà a stretto contatto con i governi per adeguare e rafforzare la Convenzione europea sulla protezione dei dati personali”, ha concluso Jagland.