
Il Comitato europeo dei diritti sociali ha pubblicato, in data odierna, il rapporto di attività del 2011 in cui esamina i diritti dei minori, all’interno e al di fuori del mercato del lavoro, il diritto alla tutela della maternità, i diritti relativi alla protezione della famiglia, i diritti dei lavoratori migranti e il diritto all’alloggio nei 39 Stati contraenti. Il Comitato ha adottato 950 conclusioni, compresi 258 casi di violazione della Carta. Il Comitato ha inoltre rilevato numerosi sviluppi positivi in cui gli Stati hanno deciso di modificare la loro legislazione o la prassi al fine di rendere la propria situazione conforme ai principi della Carta.
Dal rapporto emerge anche un aumento significativo del numero di reclami collettivi dal 1998, con 12 nuovi reclami e 4 decisioni di merito nelle cause riguardanti il diritto all’alloggio dei rom (Francia e Portogallo), il diritto allo sciopero (Belgio) e la retribuzione dei funzionari di polizia (Portogallo). Nonostante i reclami siano ancora relativamente pochi, la loro portata è vasta, e le decisioni del Comitato hanno avuto un impatto considerevole sulla politica e la prassi dei governi.
Il 2011 ha segnato il 50° anniversario della Carta. È stata un’occasione per esortare tutti i paesi che ancora non l'abbiano fatto a ratificare la Carta e ad aderire alla procedura dei reclami collettivi.
“Il bilancio di questi 50 anni ci permette di guardare al futuro con ottimismo”, ha dichiarato il Presidente del Comitato europeo dei diritti sociali, Luis Jimena Quesada. “La Carta e la sua giurisprudenza sono divenute fonte di legittimità per le politiche nazionali, di arricchimento reciproco a livello internazionale, di motivazione e ispirazione per la società civile, ma anche e soprattutto, fonte di speranza per milioni di persone desiderose di migliorare la loro vita quotidiana.