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Commissario per i diritti umani
19/12/2011
Il Commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg
Il Commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg

È trascorso un anno dallo svolgimento delle elezioni presidenziali fraudolente in Bielorussia che dichiararono vincitore il presidente uscente, Alexander Lukashenko. A ciò ha fatto seguito una repressione dura ed inaccettabile, ha dichiarato il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, in un articolo pubblicato oggi dal settimanale New Europa.

Migliaia di persone hanno preso parte alle manifestazioni di protesta organizzate a Minsk la sera dello scrutinio del 19 dicembre. Le forze di sicurezza hanno ricorso all’impiego di forza sproporzionato e indiscriminato e arrestato non meno di 700 dimostranti. La maggior parte di questi è stata condannata al termine di processi sommari ad ammende o a pene di detenzione amministrativa che vanno da cinque a quindici giorni. Alcuni detenuti sono stati maltrattati, altri trasferiti da un istituto penitenziario all’altro oppure dichiarati indisponibili ogniqualvolta i loro avvocati e familiari cerchino di esercitare il proprio diritto di rendergli visita in prigione.

Allo stesso tempo, diversi gruppi di difesa dei diritti umani sono stati sottoposti a pressioni e ad una sorveglianza sistematica. Ales Bialiatski, personalità rispettata, Presidente del Centro dei diritti umani di « Viasna » e Vice Presidente della Federazione internazionale dei diritti umani, è stato arrestato lo scorso mese di agosto e condannato a quattro anni e mezzo di reclusione in una colonia penale a regime duro, alla confisca dei beni ed al pagamento di un’ammenda elevata, equivalente a 50 000 euro.

La Bielorussia è il solo paese d’Europa a non soddisfare le condizioni richieste per aderire al Consiglio d’Europa e il suo bilancio in materia di diritti umani dell’anno passato ha reso certamente più remota la prospettiva di un’ adesione, ha concluso il Commissario.

 

Comunicato stampa