
Strasburgo, 2/2/2012 - Non bisognerebbe imprigionare le persone che, per convinzioni religiose o di altro tipo, si rifiutino di prestare il servizio militare. Al contrario, alle persone in questione dovrebbe essere offerta una valida alternativa civile. Questa è ora la norma europea in atto, che, salvo spiacevoli eccezioni, è rispettata nella maggior parte dei paesi, afferma Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, nel suo ultimo "Human Rights Comment" pubblicato in data odierna.
Il diritto all’obiezione di coscienza è stato difeso dal Consiglio d’Europa a partire dal 1967, anno in cui l’Assemblea parlamentare ha adottato una prima risoluzione in materia. Successivamente, il riconoscimento di tale diritto è divenuto un requisito indispensabile al momento dell'adesione all’Organizzazione. (segue...)