
Strasburgo, 31/05/2012 – Una tutela efficace dei diritti umani a livello nazionale richiede un buon arsenale giuridico e un sistema giudiziario efficiente, ma anche strutture nazionali per i diritti umani solide e indipendenti. Questa necessità è particolarmente evidente in tempi di crisi e di austerità, sostiene Nils Muižnieks, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, nel suo primo “Human Rights Comment" pubblicato in data odierna.
Le strutture nazionali per i diritti umani (commissioni indipendenti, mediatori "generalisti" o specializzati, organismi di promozione dell’uguaglianza, meccanismi di reclamo contro gli organi di polizia o istituzioni simili) tutelano i diritti umani di tutta la popolazione, ma rivestono un'importanza particolare per i gruppi più vulnerabili. Tali strutture forniscono un aiuto facilmente accessibile a bambini, anziani, disabili, rom, migranti, richiedenti asilo e rifugiati. A causa del degrado generale della situazione dei diritti umani causato dalla crisi economica, molte strutture nazionali per i diritti umani si trovano a far fronte a un numero di reclami sempre maggiore.
Sfortunatamente, molte strutture hanno visto una riduzione delle proprie capacità operative come conseguenza delle misure di austerità: considerevole calo delle risorse finanziarie e umane, chiusura di uffici regionali o fusione di diversi organismi in un’unica struttura che non ha lo stesso livello di specializzazione e accessibilità degli organismi che sostituisce. È perciò necessario che i governi coinvolgano le strutture nazionali per i diritti umani in tutte le fasi del processo di adozione del bilancio, segnatamente nei paesi più colpiti dalle misure di austerità. (segue...)
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Podcast: Nils Muižnieks – I miei primi 60 giorni in qualità di Commissario per i diritti umani