Reform of the European CourtRiforma della Corte europea dei diritti dell'uomo

Per garantirne l'efficacia

Al 31 agosto 2011, erano circa 160 200 le cause pendenti dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo. L'aumento esponenziale del contenzioso, in questi ultimi dieci anni, non deriva unicamente dall'adesione di nuovi Stati membri al Consiglio d'Europa ma anche dal massiccio incremento di ricorsi individuali nei confronti dei vecchi e dei nuovi Stati membri. Una simile situazione rappresenta una minaccia per l'efficace funzionamento della Corte. Più in particolare, affinché quest'ultima possa adempiere ai propri compiti essenziali deve essere sollevata dai casi manifestamente irricevibili o ripetitivi.

La riforma della Corte, avviata nel 2001, ha condotto all'adozione di un nuovo Protocollo alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, il Protocollo n° 14. Aperto alla firma nel 2004, quest'ultimo è entrato in vigore in data 1° giugno 2010. Il suo obiettivo è quello di garantire l'efficacia a lungo termine della Corte, ottimizzando il filtraggio e il trattamento dei ricorsi. Prevede, in particolare, la creazione di nuove formazioni giudiziarie per i casi meno complessi, un nuovo criterio di ricevibilità (l'esistenza di un ''pregiudizio significativo'') e porta il mandato dei giudici a nove anni non rinnovabili.

In attesa dell'ultima ratifica che consenta l'entrata in vigore del testo e affinché si giunga ad una rapida, seppur provvisoria, soluzione per il sovraccarico di lavoro della Corte, in occasione della sessione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa tenutasi nel maggio 2009 a Madrid, è stato adottato il Protocollo n° 14 bis. Quest'ultimo si limita a misure procedurali al fine di accrescere, quanto prima, la capacità di trattamento dei ricorsi da parte della Corte. Il testo ha cessato di essere in vigore o di essere applicato a titolo provvisorio il 1 º giugno 2010, data dell'entrata in vigore del Protocollo n° 14 alla Convenzione.

Consultazione pubblica sul futuro della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Il Consiglio d'Europa ha indetto una consultazione pubblica sul futuro a lungo termine del sistema europeo dei diritti dell'uomo basato sulla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e la Corte Europea di Strasburgo.

Persone singole e organizzazioni sono invitate a contribuire su ogni aspetto del sistema convenzionale, tra cui:
• le sfide a cui la Convenzione e la Corte dovranno far fronte in futuro 
• il ruolo della Corte nella protezione e nell'interpretazione dei diritti individuali 
• le riforme possibili per contribuire alla riduzione del numero di casi in attesa alla Corte 
• la procedura di esecuzione delle sentenze della Corte e il ruolo delle autorità nazionali 
• il pagamento di un rimborso ai richiedenti.

I primi contributi devono essere sottomessi tramite prima di lunedì 27 gennaio 2014, alle ore 12.00 (ora francese). Alcune persone od organizzazioni che hanno contribuito a tale consultazione potranno essere invitate a partecipare al seguito delle discussioni.

Un gruppo di esperti nazionali nominati dagli Stati membri del Consiglio d'Europa esaminerà le informazioni ricevute. Sarà poi presentato un rapporto al Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa entro il 15 aprile 2015.

Tale procedura è il risultato della Conferenza di Brighton del 2012 sul futuro della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Comunicato stampa

Conferenza di Brighton: 18-20 aprile

I ministri e gli alti rappresentanti dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa si riuniranno a Brighton, dal 18 al 20 aprile, per discutere delle possibili riforme della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Il Segretario di Stato per la Giustizia, nonché Lord Cancelliere, Kenneth Clarke, aprirà formalmente la conferenza, seguito dal Segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjørn Jagland, dal Presidente dell'Assemblea parlamentare, Jean Claude Mignon, e dal Presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo, Nicolas Bratza. (segue...)

La conferenza del Consiglio d'Europa adotta la ''Dichiarazione di Izmir'' sul futuro della Corte europea dei diritti dell'uomo

La conferenza di alto livello organizzata il 26 e 27 aprile a Izmir dalla Presidenza turca del Comitato dei Ministri ha concluso i suoi lavori con l'adozione della ''Dichiarazione di Izmir'' sul futuro della Corte europea dei diritti dell'uomo. Scopo della conferenza era proseguire e mantenere la dinamica del processo di riforma del meccanismo di controllo della Convenzione europea dei diritti dell'uomo lanciato in occasione della Conferenza di Interlaken. La Dichiarazione di Izmir, le conclusioni della Presidenza turca del Comitato dei Ministri e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della conferenza.

18-19 febbraio 2010: Conferenza di Interlaken sul futuro della Corte

Nel corso della Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, la Svizzera ha organizzato, nel mese di febbraio 2010 a Interlaken, una conferenza sul futuro della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'obiettivo di tale conferenza è stato quello di riaffermare l'impegno degli Stati nella tutela dei diritti umani in Europa e di redigere una tabella di marcia in prospettiva della futura evoluzione della Corte.