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Turchia: la conformità alle raccomandazioni anticorruzione è ancora “globalmente insoddisfacente”, afferma il GRECO

Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) Strasburgo 12 giugno 2017
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Il gruppo anticorruzione del Consiglio d’Europa (GRECO) ha pubblicato oggi un rapporto provvisorio sulla conformità relativo alla Turchia. Il rapporto esamina la conformità dello Stato membro alle 17 raccomandazioni adottate a marzo 2010. Tali raccomandazioni riguardano l’“incriminazione” e la “trasparenza del finanziamento politico”.

Dall’adozione di queste raccomandazioni, il GRECO ha esaminato diverse volte lo stato di avanzamento della loro attuazione e, prendendo in considerazione anche le informazioni fornite dalle autorità turche, ha pubblicato diversi rapporti sui risultati ottenuti.

In questi rapporti, sei delle otto raccomandazioni relative all’“incriminazione” sono state considerate come “attuate in modo soddisfacente”, mentre le altre due sono state valutate come “attuate in modo parziale”. In relazione alla “trasparenza del finanziamento dei partiti politici”, il GRECO ha constatato che nessuna delle nove raccomandazioni è stata attuata in modo soddisfacente. Nel suo ultimo rapporto provvisorio, il GRECO constata che la Turchia non ha compiuto alcun progresso tangibile per l’attuazione delle raccomandazioni. Sebbene sottolinei di essere consapevole del periodo di difficoltà che attraversa la Turchia e di apprezzare il rinnovato impegno ad attuare tali raccomandazioni, il GRECO evidenzia il chiaro disappunto rispetto al livello di conformità che in questa fase rimane “globalmente insoddisfacente”.  

Le autorità turche vengono esortate ancora una volta a potenziare i propri sforzi per concludere le riforme iniziate, prestando particolare attenzione all’efficacia delle misure pianificate.

Conformemente al suo Regolamento interno, il GRECO ha chiesto alla Turchia di inviare, entro il 30 settembre 2017, un rapporto sulle misure prese per attuare le raccomandazioni che rimangono ancora in sospeso. Ha inoltre invitato il Segretario generale del Consiglio d’Europa a inviare al Ministro degli Affari esteri turco una lettera per richiamare l’attenzione sulla situazione e sulla necessità di un’azione determinata per compiere progressi tangibili il prima possibile.


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