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Tratta di esseri umani: pubblicati nuovi rapporti su Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Francia e Norvegia

Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) Strasburgo 18 luglio 2017
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Tratta di esseri umani: pubblicati nuovi rapporti su Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Francia e Norvegia

Il Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani (GRETA) ha recentemente pubblicato nuovi rapporti di monitoraggio su Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Francia e Norvegia, in cui ha evidenziato i progressi compiuti e le questioni ancora irrisolte e ha fornito raccomandazioni alle autorità dei paesi.

Il rapporto sulla Bielorussia, primo rapporto di questo tipo su tale paese, elogia l’adozione e l’applicazione di una legislazione specifica sulla lotta contro la tratta, nonché le misure prese per sensibilizzare l’opinione pubblica. Tuttavia, il GRETA ha evidenziato la necessità di una maggiore cooperazione tra le autorità e la società civile, come anche di ulteriori misure per migliorare la situazione socioeconomica delle persone che rischiano di cadere vittima della tratta. Il GRETA ha inoltre esortato le autorità bielorusse a garantire che l’identificazione delle vittime sia indipendente dall’indagine penale, a definire specificatamente nella legislazione il periodo di recupero e riflessione, a istituire un sistema di risarcimento statale accessibile alle vittime della tratta e ad assicurare che queste non vengano punite per attività illecite che siano state costrette a compiere.

Nel rapporto sulla Bosnia-Erzegovina, il GRETA accoglie con favore la criminalizzazione della tratta di esseri umani in tutto il paese, l’introduzione della non punizione delle vittime per reati che sono state costrette a commettere in quanto oggetto della tratta, nonché la concessione a tali persone di un periodo di recupero e riflessione. Tuttavia, il GRETA esorta le autorità a intensificare gli sforzi volti a prevenire la tratta di minori che rappresentano la maggioranza delle vittime identificate della tratta di esseri umani nel paese, a migliorare l’identificazione delle vittime, ad assisterle in modo adeguato, indipendentemente dalla loro cooperazione nell’indagine e nelle azioni penali, nonché ad agevolare il loro accesso al risarcimento. Quanto alle vittime minorenni, occorrono un monitoraggio a lungo termine della loro integrazione e una corretta valutazione del rischio prima di riaffidare i minori ai loro genitori.

Il rapporto sulla Francia accoglie positivamente le modifiche alla legislazione volte a criminalizzare la tratta e a rafforzare la protezione dei diritti delle vittime, nonché il miglioramento della disposizione sul loro risarcimento e l’adozione del primo piano nazionale contro la tratta. Tuttavia, il GRETA esorta le autorità francesi a migliorare l’identificazione delle vittime della tratta, indipendentemente dalla loro cooperazione con le autorità preposte all’applicazione della legge e prescindendo dallo scopo dello sfruttamento. Occorrono ulteriori sforzi per prevenire la tratta di minori e per garantire che i minori non accompagnati ricevano cure efficaci e abbiano tutori che proteggano i loro interessi. Le vittime devono avere maggiore accesso a un’assistenza specializzata e a un alloggio, deve essere concesso loro un periodo di recupero e riflessione e non devono essere punite per reati che hanno commesso in quanto vittime della tratta.

La Norvegia, si afferma nel rapporto del GRETA, ha compiuto progressi nella lotta contro la tratta di esseri umani: la pena massima per questo crimine è stata alzata a sei anni di detenzione; sono state istituite unità speciali sulla tratta di esseri umani; le case per minori (barnehus) sono state utilizzate per i colloqui con le vittime minorenni e lo Stato ha concesso un risarcimento alle vittime in una serie di casi. Tuttavia, le procedure e i ruoli di tutte le persone che potrebbero entrare in contatto con le vittime della tratta devono essere specificati formalmente, riservando particolare attenzione alle vittime minorenni. L’identificazione delle vittime della tratta fra i richiedenti asilo, i migranti e le persone collocate nei centri di detenzione deve essere migliorata. A tutte le potenziali vittime dovrebbe essere concesso un periodo di recupero e riflessione. Le vittime minorenni dovrebbero ricevere un alloggio adeguato, accesso a un’assistenza legale gratuita e sostegno psicologico.


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