Libertà dei media 
Internet protetto dalla Convenzione dei Diritti dell’Uomo
Il Consiglio d’Europa analizza da un decennio le sfide correlate all’uso delle nuove tecnologie, e tenta di far coesistere sulla rete libertà d’informazione e rispetto dei diritti dell’uomo.
“Internet è uno dei più solidi vettori di libertà” scrive Vinton G. Cerf, considerato il “padre” di Internet, nel rapporto 2003 di Reporter Senza Frontiere sugli ostacoli alla libertà di circolazione dell’informazione sul web.
A sua volta, il Consiglio d’Europa afferma che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresentano un’opportunità “senza precedenti”, perché la “libertà di espressione e d’informazione possa offrire il proprio contributo, a vantaggio dell’intera umanità”.
“La tecnologia digitale è un fattore determinante per l’esercizio di ogni diritto e libertà” sottolinea il Comitato dei Ministri nel suo messaggio politico al prossimo Summit mondiale sulla società dell’informazione, che si terrà alla fine del 2003 a Ginevra.
La dichiarazione relativa alla libertà di comunicazione su Internet del Comitato dei Ministri (maggio 2003), ricorda agli stati che i principi fondatori della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo in materia di libertà di espressione si applicano anche alla rete mondiale.
Assenza quindi di controlli e di restrizioni per l’accesso del pubblico all’informazione su Internet, sottolinea il Comitato dei Ministri, pur ammettendo l’uso di filtri nelle scuole o nelle biblioteche, per garantire la protezione dei minori. Neanche la fornitura di servizi deve essere soggetta a specifiche autorizzazioni.
Questa libertà deve contribuire a “garantire il diritto degli utenti ad accedere a contenuti pluralistici”. Deve essere limitata anche la responsabilità dei fornitori d’accesso rispetto ai contenuti divulgati.
A fronte della moltiplicazione di siti razzisti o pedofili, piuttosto che predisporre norme restrittive, il Consiglio d’Europa preferisce esortare all’autoregolamentazione dei contenuti, per evitare che “la libertà di comunicazione finisca per ledere la dignità umana, i diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali altrui, in particolare dei minori”. Infine, gli stati sono invitati a rispettare l’anonimato degli utenti, per favorire la libera espressione di tutti.
La difesa della libertà di espressione deve tuttavia confrontarsi con lo sviluppo del crimine on line. Per armonizzare le disposizioni nazionali in tema di lotta contro la cibercriminalità, il Consiglio d’Europa ha adottato due strumenti giuridici: la convenzione sulla criminalità informatica, primo trattato internazionale sui crimini commessi tramite Internet, e il relativo protocollo addizionale, volto a lottare contro i contenuti razzisti e xenofobi su Internet.