Le interviste del Consiglio d’Europa 
Questa intervista è libera da copyright per la pubblicazione sui media
Gertrude Mongella: “Tutto ciò che influisce sull'Europa interessa anche l'Africa”
Gertrude Mongella, prima presidentessa del Parlamento panafricano creato nel marzo scorso, spera in un dialogo permanente e in uno scambio di informazioni e di esperienze con il Consiglio d’Europa.
Intervista (04.10.2004)
Domanda: Onorevole Mongella, Lei è tanzaniana ed è la prima presidentessa del Parlamento panafricano, un’istituzione a tutt’oggi poco conosciuta. Potrebbe presentarcela?
G. Mongella: È normale che il nostro parlamento non sia molto conosciuto poiché è stato creato il 18 marzo 2004 sotto gli auspici dell’Organizzazione dell’Unità africana, che riunisce tutti i paesi d’Africa e che si prefiggeva tra i suoi principali obiettivi quello della liberazione dell’Africa. Questo obiettivo è stato oggi raggiunto e ha trovato il suo momento culminante nell’eliminazione del regime dell’apartheid in Sudafrica e nella democratizzazione del paese.
Giunti a questo punto, risulta evidente che l’Africa avesse bisogno di una nuova organizzazione con nuovi obiettivi, primo tra tutti lo sviluppo e la partecipazione dell’Africa allo sviluppo di un mondo globalizzato. Così, è stata creata l’Unione africana dotata di diversi organi, tra cui il parlamento panafricano. Uno dei principali ruoli del parlamento è ridare la parola ai cittadini mediante i loro rappresentanti. Ogni paese invia cinque rappresentanti provenienti da diversi partiti politici e tutte le delegazioni devono essere composte anche da donne. Gli altri obiettivi del parlamento sono l’integrazione, la pace e la risoluzione dei conflitti. È per questo motivo che una delle nostre primissime decisioni ha riguardato l’invio di una missione nel Darfur. La questione sarà dibattuta pubblicamente in seno al nostro parlamento, mentre finora la risoluzione dei conflitti avveniva tra i capi di stato, a porte chiuse, lontano dai cittadini.
Domanda: Cosa si aspetta da questa visita a Strasburgo, al Consiglio d’Europa?
G. Mongella: Veniamo a Strasburgo per conoscere il Consiglio d’Europa ed esaminarne il funzionamento poiché il parlamento panafricano non ha la pretesa di reinventare il mondo. Credo che abbiamo molto da imparare da ì¥ÁU@ ♦ð↕¿▶♠_↨
bjbj¬›¬› ♦⁃.$ÎñÎñ_¤ÿÿ¤ÿÿ¤ÿÿ¤ˆŒ♣Œ♣Œ♣Œ♣Œ♣Œ♣Œ♣¶ ♣¨◘¨◘¨◘¨◘$nsiglio d’Europa e analizzare questioni concrete, quali ad esempio, quella delle risorse finanziarie e umane necessarie al funzionamento di una simile istituzione, o la questione della formazione degli agenti, o ancora capire come il Consiglio d’Europa abbia sviluppato le proprie competenze, quanto tempo sia stato necessario.
Speriamo inoltre in uno scambio di pareri con il Consiglio d’Europa per poter presentare i punti di vista del parlamento panafricano e capire fin dove può arrivare una cooperazione tra il Consiglio d’Europa e il Parlamento panafricano. In un mondo sempre più piccolo, la nostra interdipendenza cresce progressivamente. Gli interessi dell’Europa sono anche quelli dell’Africa e le preoccupazioni dell’Africa si ripercuotono inevitabilmente in Europa.
Domanda: Il Parlamento panafricano intende seguire il Consiglio d’Europa come modello?
G. Mongella: Il Parlamento panafricano ha certamente molto da imparare da istituzioni quali il Consiglio d’Europa, ma al contempo dobbiamo costruire da soli il nostro contesto africano. Non possiamo quindi limitarci a essere una semplice replica del Consiglio d’Europa. Tuttavia, vista la natura molto simile delle due istituzioni, dei loro scopi comuni, l’integrazione dei popoli, la pace e la sicurezza, dobbiamo trovare un punto di incontro e di scambio per informarci a vicenda delle nostre attività.